domenica 19 giugno 2011

Lo Sport non va in vacanza: fino al 12 agosto ogni mattina, è già un successone.

PAOLO SINIBALDI - UFFICIO STAMPA CONI C.P. PESCARA
Quando lo sport riesce a soddisfare anche esigenze di carattere sociale e, perché no, pratico. “Lo sport non va in vacanza” è partito coinvolgendo ben 800 ragazzi e ragazze dai 6 ai 13 anni, consentendo a loro di praticare discipline motorie generiche fino al periodo a cavallo di Ferragosto. Contenti i giovani sportivi, contenti i promotori di questa iniziativa, contenti anche i genitori che così hanno la possibilità di lasciare i loro figli in mani sicure, le mani dei 24 insegnanti assegnati alla cura dei ragazzi e dei docenti del Coni, in ogni caso figure professionali altamente specializzate. Il Comune di Pescara attraverso il suo assessorato allo sport e il Coni comitato provinciale hanno portato avanti con convinzione un'idea nata nel 2003, incrementando mezzi e uomini e raccogliendo anche risultati in termini statistici, perché rispetto all'anno passato “Lo sport non va in vacanza” ha avuto un incremento non da poco. Numeri alla mano, il progetto originariamente presentato dal Coni al Comune di Pescara prevedeva l’inserimento di soli 650 ragazzi, ossia 300 allo Stadio Cornacchia, 180 al campo dei Gesuiti, 150 al campo di Zanni. A oggi abbiamo invece 412 ragazzi allo Stadio Cornacchia, 220 ai Gesuiti e 170 a Zanni. Gli insegnanti coinvolti sono 24, lo scorso anno 22, e resteranno aperte 3 segreterie, una per ogni centro sportivo, per la raccolta dei certificati. Il tutto fino al 12 agosto, dal lunedì al venerdì ogni mattina, con il coinvolgimento pieno di tutti i quartieri della nostra città.
Segnali inequivocabili di quanto bisogno di sport e socializzazione ci sia, specie tra le popolazioni più giovani, che in estate lontano dalla scuola rischierebbero di veder vanificato il buon lavoro svolto durante l'inverno. Il presidente del Coni pescarese Enzo Imbastaro e l'assessore allo sport del Comune Nicola Ricotta in questo senso sono d'accordo: “Bisogna investire sulle attività sportive a carattere promozionale, che partendo dal divertimento e dall'aggregazione portino poi a una pratica sportiva più assidua. Togliamo i ragazzi dalla strada, gli facciamo praticare attività in totale sicurezza e magari, in prospettiva, creiamo anche movimento per le società sportive”.
Il successo dello “Sport non va in vacanza” è testimoniato non solo dai numeri, ma anche dal chiasso festoso che può udire chiunque si avvicini una qualsiasi mattina di questa estate a uno degli impianti sportivi dedicati.

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